Moto – «Lucida follia» Il pilota svelato da Carlo Pernat ed Alberto Porta

17 Marzo 2012 – Giornale di Brescia

BRESCIA – Serata a ritmo di Moto GP: niente pause, raffica di argomenti, molta passione. Al Castello Malvezzi il Rotary di Valtrompia, deus ex machina il «nostro» Marco Franceschetti, ha dedicato una sua conviviale, un interclub al quale erano ospiti i vicini di casa del«Franciacorta», alla «Lucida follia» di chi corre in moto.
A disputarsi, letteralmente, ilmicrofono, due nomi clou del motociclismo: Carlo Pernat, storico manager (ha gestito, facciamo solo tre nomi, Loris Capirossi, Valentino Rossi e Marco Simoncelli) ed Alberto Porta, telecronista del Motomondialeper Italia 1. Al tavolo dei relatori si è presto aggiunto Lorenzo Zanetti, lumezzanese fresco di primi punti nella Superbike, 24 anni d’età, molto brio anche quando non è in sella alla sua Ducati. Ed ha portato il suo contributo pure Guglielmo Andreini, campione di ieri, oggi meccanico di lungo corso, all’opera con Colin Edwards nella Crt.
È un momento di robusti mutamenti, nel motociclismo agonistico. Con una crisi che morde cattiva uno sport più di altri legato alla macro-economia e che, proprio in questa stagione, vede rinnovare ancora una volta la situazione tecnica della sua categoria di punta, la Moto GP, mentre rimane dolorosamente aperta la ferita per la perdita di Marco Simoncelli, la cui figura aleggiava anche nella sala dove si è svolto l’incontro, ma a proposito del quale, saggiamente, non sono state spese parole retoriche, ma solo sinceri moti d’affetto. Al proposito abbiamo raccolto solo qualche considerazione («off the record» ed in disparte, ma vogliamo comunque farne partecipe il lettore) di Pernat su quali inciampi burocratici trovi sul suo cammino la Fondazione intitolata a «Sic», che sta raccogliendo fondi a scopo benefico.
Pernat e Porta sono riusciti a toccare una quantità di temi nel loro dialogo con il pubblico. Dai probabili benefici in termini di spettacolo della nuova cilindrata nella Moto GP (l’addio agli 800 cc è senza rimpianti, tutt’altro: semmai il ricordo è per i vecchi motori a due tempi di 500 cc…), alle prospettive della Ducati, la cui stagione non è avvenuta sotto auspici particolarmente promettenti e che rischia di soffrire ancor più che in passato il fatto di trovarsi vaso di coccio tra i vasi di ferro dei colossi giapponesi.
Ma fra un discorso tecnico e l’altro trapelava sempre il vero protagonista non solo della serata, ma di questo stesso sport: il pilota, appunto la sua «lucida follia», la sua dedizione alla causa… Non un nicciano superuomo di carta, ma un forte uomo vero, impavido.
Accade, a volte, che nel momento in cui si chiude una relazione e si apre il colloquio il giornalista ospite venga interpellato dagli organizzatori disperati davanti ad una platea muta. Beh, stavolta il giornalista ospite ha potuto-dovuto tacere: al dibattito hanno voluto partecipare proprio tutti. Quelle due ruote non riescono proprio a star ferme.
G. A.

Giornale di Brescia 17 Marzo 2012

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